"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


02/04/2012 Carlo VIDONI mostra a Milano, 10.2! DIECI.DUE!

10.2! DIECI.DUE! international research contemporary art associazione culturale
Via Volvinio 30 [ passo carraio ] 20141 Milano [ MM2 Abbiategrasso | Tram 15 ]
tel 0258306053 art director Maria Rosa Pividori 349 2814715

www.diecipuntodue.it dieci.due@libero.it
aperto da martedì a venerdì dalle 15,30 alle 19 e su appuntamento


in occasione di PHOTOFESTIVAL 2012

inaugurazione giovedì05 aprile 2012 ore 18 - 21
Carlo VIDONI
“sorgenti mobili”

a cura di Maria Rosa PIVIDORI
testi in catalogo di Angelo BERTANI Eleonora FIORANI Angela MADESANI

0 5 a p r i l e 2 8 a p r i l e 2012


L’arte di Carlo Vidoni si confronta sempre con la vita in modo stringente e interrogativo.
Ciò che unifica il suo lavoro dagli anni novanta ad oggi è la volontà di sondare le mille vene carsiche che scorrono al di sotto la superficie delle cose: e i più diversi modi artistici sono per lui gli strumenti del rabdomante che si pone alla ricerca, non di qualcosa di materiale che plachi una sete momentanea, quanto piuttosto del flusso vitale che forse potrebbe dar senso a ciò che noi siamo. ...
Nel lavoro complessivo di Vidoni è comunque ben presente una connotazione narrativa, se non letteraria: tutte le sue opere sono in fondo dei racconti, talora autonomi, talaltra invece raccordabili tra loro a definire un ciclo, ovvero a comporre i vari capitoli di un romanzo psicologico e filosofico per immagini. Per di più le figure retoriche di volta in volta messe in campo dall’artista (metonimia, sineddoche, analogia, similitudine, metafora, ecc.) rinviano dall’oggetto al linguaggio e viceversa, in un fitto intreccio di rimandi, anche alla dimensione profonda della psiche, che innesca l’arricchente interpretazione soggettiva del riguardante-lettore come in una ben predisposta opera aperta. ...
(tratto dal testo “Nel divenire” di Angelo Bertani)

In Vidoni la matrice surrealista esplora e rammemora la fitta la rete di connivenze, complicità e scambi che intercorrono fin dalle origini tra gli uomini, gli alberi e le cose.
La trama vegetale e animale della storia umana continua a parlare e vivere anche nel mondo dell’artificiale così come resiste la straordinaria capacità simbolica di strumenti creati dall’uomo: essi parlano, con la loro presenza muta, il loro linguaggio e il nostro. Raccontano della vita umana e del suo destino.
Per questo la mostra è anche sguardo umano che si china, assumendo una ineluttabile presenza e tragicità, sulla decomposizione e sulla morte per illuminarle e accoglierle nella luce dell’arte.
(tratto dal testo Tras/mutazioni di Eleonora Fiorani)

Le fotografie sono ritratti di oggetti trovati, ognuno di loro ha una storia, che possiamo soltanto immaginare: nessuna certezza.
Così un vecchio pallone di cuoio è diventato un oggetto straordinario, nel senso etimologico del termine, sembra fatto di pezza. È evidente la consunzione, il passare del tempo così come nel contenitore di latta che un tempo ha contenuto vernice. Tra le diverse zone di ruggine che la coprono è ancora possibile leggere qualche scritta, delle indicazioni, un teschio, a simboleggiare la pericolosità del prodotto. ...
Titolo di questa piccola ma assai raffinata mostra, che ci induce a riflettere, a pensare sul senso stesso dell’esistenza, è Sorgenti mobili.
Così Vidoni riesce a sottolineare un concetto che gli è particolarmente caro, che i fenomeni, qualsiasi essi siano, hanno una loro energia che si mantiene, nonostante il passare del tempo e l’accadere degli eventi. Si tratta solo di un cambiamento di stato. La scelta della parola sorgente è significativa, è un chiaro riferimento alla vita. Nonostante l’apparente delicatezza dei materiali qui sono dei contenuti forti. La natura incontra la civiltà.
L’artista friulano è riuscito a cogliere l’essenza delle cose nella loro semplicità complessa. In tutto quanto ci appare è una vita che continua. Si tratta solo di un cambiamento di stato che caratterizza tutto ciò che è presente in mostra, che si tratti di oggetti scultorei o di fotografie. Fotografia che riesce a cogliere a bloccare, che sottolinea la componente temporale dei fenomeni appunto.
(tratto dal testo “Liquide mutazioni di stato. Riflessioni sui recenti lavori Carlo Vidoni “ di Angela Madesani)