"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust

 
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KLEE, Paul. Discorso sull'arte moderna. Roma, Grafica edizioni d'arte, 1960.

Cm. 21,5 x 21,5; legatura editoriale; sopraccoperta; pagine 54, (2) con illustrazioni inero tratte da splendidi disegni dell'Artista. Una vecchia, graziosa dedica alla prima pagina bianca. Traduzione italiana di Gianni di Benedetto, dall'edizione originale del 1945 di Über die moderne Kunst. E' un bellissimo saggio che costituiva lo schema per un discorso che Klee tenne in occasione dell'inaugurazione di una mostra d'arte moderna nel 1924, al Museo di Jena, davanti alle proprie opere. “Ognuno deve andare verso il punto in cui lo indirizza il pulsare del suo cuore ... il battito del nostro cuore ci spinge verso l'alto, profondamente addentro nel terreno primordiale. Quello che poi fiorisce da questa attività, comunque lo vogliamo chiamare - sogno, idea, fantasia - deve essere considerato con la massima serietà quando si combina intimamente con gli adeguati mezzi figurativi diventando una figurazione. Infatti allora quelle cose curiose si trasformano in realtà, nella realtà dell'arte, capaci di rendere ricca e ampia la vita un po' più di quanto essa appare normalmente. Poiché esse non soltanto ripropongono cose vedute più o meno cariche di temperamento, ma rende visibili le intuizioni segrete.” Pagina 49
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