"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


08/03/2006 FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA IN ITALIA Villa Manin. Centro d'Arte Contemporanea

Codroipo (UD)
Villa Manin. Centro d'Arte Contemporanea

LA DOLCE CRISI
FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA IN ITALIA
A cura di F. Bonami e S. Cosulich Canarutto
Dall’11 dicembre 2005 al 5 marzo 2006

Secondo i curatori, la prima grande mostra che guarda all'arte contemporanea italiana attraverso la fotografia, un mezzo in Italia spesso marginalizzato e vincolato dalla sua natura tecnica.
La Regione Friuli Venezia Giulia, tramite l’Assessorato alla Cultura e la neocostituita Azienda Speciale Villa Manin, ha promosso nel 2004 l’avvio di un nuovo corso espositivo presso il prestigioso complesso di Villa Manin finalizzato alla costituzione di un centro d’arte contemporanea. La Direzione artistica di tale progetto è stata affidata a Francesco Bonami, già Senior Manilow Curator del MCA di Chicago e direttore arti visive nel 2003 della Biennale di Venezia, affiancato da Sarah Cosulich Canarutto, curatrice del Centro.

VILLA MANIN - CENTRO D’ARTE CONTEMPORANEA
Il Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin si caratterizza per una programmazione annuale che alterna mostre tematiche con artisti provenienti da tutto il mondo, collaborazioni con importanti musei internazionali, progetti di scultura nel parco della villa, esposizioni dedicate ad artisti del territorio e vari eventi collaterali. L’intento del Centro è di far conoscere al pubblico l’arte contemporanea in modo eterogeneo e concentrico: sia per mezzo della presentazione di prestigiose collezioni museali, che spieghino il presente attraverso un percorso più “storico”, che tramite le opere di importanti artisti dei nostri giorni o di mostre curate che si focalizzano su aspetti specifici dell’arte attuale.
Inoltre, grazie alla posizione geografica che la proietta al centro della nuova Europa, Villa Manin vuole guardare a Est attraverso la realizzazione di progetti speciali dedicati ad artisti e alle realtà dell’Europa centro-orientale.
Puntando sull’arte contemporanea, il Centro intende farsi portavoce di un interesse collettivo sempre più grande nei confronti delle forme artistiche attuali e, allo stesso tempo, contribuire in modo indipendente e dinamico allo sviluppo culturale del Friuli Venezia Giulia. In questo ambito nasce lo SPAZIO FVG, iniziativa dedicata ad artisti della Regione che alternerà mostre personali di pittura, scultura, fotografia, video e installazione. Attraverso questo progetto, il Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin intende rafforzare e valorizzare la produzione artistica del territorio nelle sue molteplici e attuali espressioni.

La mostra

Quali sono i problemi della fotografia italiana contemporanea in un mondo globale? Non interessa la risposta ma interessano le soluzioni. Il Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin presenta La Dolce Crisi, un viaggio insieme a ventidue artisti italiani alla ricerca, attraverso la fotografia, delle possibili soluzioni. Una crisi culturale e sociale che è cresciuta dolcemente e pericolosamente sul nostro territorio. Ora è arrivato il momento di risolverla non più semplicemente raccontando il presente ma progettando storie e immagini per il futuro.

La Dolce Crisi si propone di guardare - più che alla fotografia in senso stretto - all'uso della fotografia nell'arte. Una visione apparentemente fresca che vorrebbe capovolgere stereotipi a favore di un'interpretazione nuova di approcci e immagini. E' per questo che tra gli artisti invitati ci sono sia importanti nomi della fotografia “classica” che artisti che utilizzano la fotografia come uno dei loro molteplici mezzi espressivi. Dalla scomposizione del paesaggio, all'accumulazione della periferia urbana, dall'ambiguità del ritratto alla complessità dell'universo visivo della rete, dalla pittorica manipolazione digitale alla cruda semplicità del reale, la mostra si snoderà attraverso un eterogeneo percorso tra le sale espositive della settecentesca Villa Manin.

Gli artisti in mostra:

Andreoni_Fortugno, Stefano Arienti, Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Vincenzo Castella, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Giuseppe Gabellone, Massimo Grimaldi, Luisa Lambri, Armin Linke, Marcello Maloberti, Tancredi Mangano, Walter Niedermayr, Diego Perrone, Francesco Raffaelli, Lorenzo Scotto di Luzio, Toni Thorimbert, Massimo Vitali.

VILLA MANIN

La storia
Il complesso di Villa Manin, situata a Passariano (UD), nel comune di Codroipo, è uno dei monumenti artistici più significativi della storia del Friuli Venezia Giulia, nonché uno dei simboli più conosciuti del turismo e della cultura regionale. La vicenda secolare, la grandiosità e la suggestione dell'insieme con il legame indissolubile della parte edificata a verde storico, contribuiscono a rendere tale residenza il più significativo esempio della civiltà di villa veneta nella Regione.

Nel Cinquecento il nobile friulano Antonio Manin, in armonia con la nuova politica economica della Repubblica di Venezia, che alla perdita del dominio dei mari oppone un interesse per la terraferma, crea una grande azienda agricola ponendovi al centro, quale elemento motore, una casa padronale. Suo nipote Ludovico la trasforma in un complesso organico che tiene conto delle necessità rurali ma anche delle esigenze di rappresentanza. La posizione geografica strategica, l'imponenza straordinaria delle dimensioni, l'impianto architettonico dal forte carattere scenografico e la ricchezza delle decorazioni pittoriche e scultoree, rispondono evidentemente al fasto che i Manin esigevano. Nell'insieme, il complesso monumentale appare agli occhi del visitatore più come una reggia che come una villa.

Come per la maggior parte delle costruzioni analoghe, anche per Villa Manin l'insegnamento del Palladio è determinante. Sembra che l'autore del progetto secentesco sia lo stesso Ludovico Manin che fa tesoro della lezione di Baldassarre Longhena, fedele ed efficace divulgatore dei modi Palladiani. A dare il tocco finale alla Villa, nella prima decade del secolo diciottesimo, fu anche l'architetto Domenico Rossi, impegnato dalla nobile famiglia anche a Venezie e Udine.

La Villa che conobbe momenti di splendore prima della caduta della Repubblica di Venezia e con essa dell'ultimo Doge, Ludovico Manin, diviene in seguito quartier generale di Napoleone Bonaparte: ed è proprio qui che sarà firmato il “Trattato di Campoformido”, con cui veniva sanzionata la fine della secolare potenza di Venezia (17 ottobre 1797).

L'edificio residenziale e il parco che l'attornia sono caratterizzati da una singolare stratificazione stilistica: il loro aspetto si adeguò nel tempo ad esigenze sorte in epoche diverse. È così che ai fasti barocchi dei caratteristici laghetti, delle numerose fontane e delle statue che popolarono il giardino nel corso del XVIII secolo, si aggiunse la creazione di spazi idilliaci e appartati, tipici della concezione romantica ottocentesca, con cui si rivalutava il rapporto tra l'uomo e la natura.

Per l'estensione e l'importanza artistica che riveste, quello di Villa Manin è considerato il parco storico più importante della regione..