"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


04/10/2012 L'Oriente di Pasolini, fotografie di Roberto Villa. Mostra a Casarsa.










Centro
Studi Pier Paolo Pasolini / Casarsa della Delizia (Pn)



 



annuncia la mostra



L'ORIENTE
DI PASOLINI



IL FIORE DELLE MILLE E
UNA NOTTE



nelle fotografie di ROBERTO
VILLA



 





vernice  / sabato 7 luglio 2012 - ore 18.00



alla
presenza dell'autore ROBERTO VILLA



 



dal 7 luglio al 29
settembre 2012



orario di apertura



da martedì a sabato ore 15.00 > 18.00



domenica ore 15.00 > 20.00



 



Centro
Studi Pier Paolo Pasolini



Via
Guido Alberto Pasolini 4 / Casarsa della Delizia (Pn)



Dopo
una prima esposizione di sei mesi alla Cineteca di Bologna, una lunga
permanenza in Spagna, alla Fundación Luis Seoane, e una recente riproposta a
San Paolo del Brasile, al Museu de Imagen e do Som, approda anche al Centro
Studi  Pasolini di Casarsa
la meravigliosa mostra delle foto di Roberto Villa sul
set del film Il fiore delle Mille e una notte
, realizzato da Pasolini nel 1973 quale ultimo capitolo
della Trilogia della vita.
La mostra
dal titolo "e;L'Oriente di Pasolini
"e; sarà
inaugurata a Casa Colussi, con la prestigiosa presenza di Roberto Villa
,  alle ore
18 di sabato 7 luglio 2012
, grazie alla
collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna,
proprietaria del Fondo Villa, al contributo degli Enti
locali (Regione Fvg, Provincia di Pordenone e Comune di Casarsa
) e al sostegno di Banca FriulAdria Crédit Agricole.



Settanta
le foto
in esposizione, che il Centro
Studi, per il suo pubblico di visitatori estivi (la mostra durerà fino al 29
settembre
), offre anche  a documento di un film "e;magico"e;, legato
all'immagine di una città di sogno quale Sana'a, ossia una città di millenaria armonia
tra paesaggio e costruzione, ma già destinata ad essere deturpata
dall'intrusione moderna dello sviluppo senza progresso e dai primi segnali
della guerra. Per quel film Pasolini rilesse Le mille e una notte
nell'edizione curata dal grande arabista Francesco
Gabrieli e nell'estate 1972 lavorò alla sceneggiatura insieme a Dacia Maraini,
data l'intenzione di assegnare un ruolo essenziale ad alcuni personaggi
femminili. Saranno poi, nel film, volti misteriosi e bellissimi di donne (e di
uomini arabi) per un'esaltazione del corpo e dell'eros popolare, vissuti con
gioia naturale nella diversità di mondo altri e incontaminati.

 



E'
merito degli scatti perfetti  di Roberto
Villa
, presente sul set per 100 giorni in
Iran e nello Yemen, nelle incantate città di Isfahan e di Sana'a, che può
essere ricostruito quel  clima di
lavoro finalizzato al film pasoliniano più fiabesco  e leggero. L'occhio del fotografo –commenta Gian Luca
Farinelli
nel catalogo che correda la
mostra –  pedina "e;il set di un
artigiano, dove convivono le maestranze del cinema classico, i volti popolari
che Pasolini aveva portato dall'Italia e le facce antiche che aveva trovato"e;
sul posto, al punto che, in uno scambio fertile tra finzione e realtà, "e;si fa
molta fatica a capire i margini del set, dove finisce e dove inizia la realtà
dei luoghi"e;.  In realtà, il valore
che sorregge le immagini è soprattutto il rispetto verso la cultura e l'umanità
orientali, in cui il fotografo Villa e il regista Pasolini paiono
straordinariamente solidali. Le foto restituiscono sguardi arabi, dolci o
fieri, che dietro una antica curiosità trasudano un desiderio di scambio e di
dialogo interculturali, unici strumenti capaci di arrestare le diffidenze o gli
scontri tra Oriente e Occidente, di cui Pasolini aveva intuito in anticipo
l'emergenza e proposto la soluzione. 






E
naturalmente, motore primo delle foto, c'è lui, il regista solitario, sorpreso
in corsa da una parte all'altra del set, issato su una scala, davanti e dietro
la macchina da presa, in rilassata complicità con la troupe, perfino mentre
ride, il che è cosa rarissima.  Sullo
sfondo, a volte, campeggiano squarci della città di Sana'a, dove già nel 1970,
per un episodio del Decameron
poi
tagliato, Pasolini aveva girato delle splendide riprese con un  po' di pellicola avanzata. Da lì il
documentario Le mura di Sana'a
, pensato
anche come appello all'Unesco per la salvaguardia di quei luoghi, e che,
innestato nella puntata Rai-Tv "e;La forma della città"e;, regia di Paolo Brunatto
(1974), il Centro Studi ha in animo di proiettare durante il periodo di
apertura della mostra.






 



 



Roberto
Villa / Biografia



C:Documents and SettingsangelaDocumenti� Roberto Villa + Dante Ferretti Oscar.jpg



Nato a Genova nel 1937,
risiede e lavora a Milano. Laureato in elettronica, costituisce nel 1957 la
società AudioVisualCommunication, uno studio fotografico e pubblicitario
impegnato anche sul fronte della didattica della comunicazione audiovisiva.
Studia computergrafica al MIT (Massachussets Institute of Technology). Dal 1966
al 1969 dirige a Genova la Galleria d'arte d'avanguardia Carabaga, frequentata
da Ceccato, Chiesa, Fontana, Laura, Quartucci, Strehler, Munari. In quel
periodo inizia a collaborare con la televisione e con varie testate, come "e;Il
Lavoro"e; di Genova e "e;Popular Photography"e;.



Nel 1967 inizia
l'attività di fotografo e nel 1969 diviene art director della rivista
"e;Fotografiamo"e;. Dal 1973 collabora con "e;Playboy"e; e realizza molti servizi per
"e;Vogue"e;, "e;Photo Magazine"e;, "e;Harper's Bazaar"e;, "e;Esquire"e;, "e;Photo 13"e;, "e;Epoca"e;,
"e;National Geographics"e;, "e;Manchete"e;, "e;Amica"e;, "e;Grazia"e;.



Nel 1973 è sul set di
Pier Paolo Pasolini, in Iran e nello Yemen, per alcune riprese del film Il
fiore delle Mille e una notte.
L'anno dopo è sul set del film di Alberto Sordi Finché c'è
guerra c'è speranza
.



All'inizio degli anni
Settanta collabora con la Rai come assistente alla regia e nel 1973 realizza le
riprese tv dello spettacolo Pilato sempre
, diretto e interpretato da Giorgio
Albertazzi. Nel 1974 estende l'attività della sua agenzia che da allora
collabora con Aiwa, Mitsubishi, Tandberg, Olympus, Philips, Canon, gli editori
Rusconi e Rizzoli. Sarà la prima ad adottare il personal computer IBM,
importato dagli Usa. A partire dal 1978 cura la registrazione e l'edizione su Lp
e cd di numerose interpretazioni di celebri jazzisti quali Eddie Miller, Lino
Patruno, Severino Gazzelloni, Spigle Wilcox, Enrico Intra, Tullio De Piscopo e
W.B.Davison.



Negli anni Ottanta
collabora alla Enciclopedia Multimediale
Grolier, a "e;La Domenica del Corriere"e;
(utilizzando pioneristicamente l'illustrazione digitale e la foto elettronica),
a "e;Millecanali"e;, all' Enciclopedia Multimediale
edita da Kosmos, al "e;Fotonotiziario"e;;
nel 1988 è incaricato della direzione tecnica della rivista "e;Monitor"e; e nel
1992 è responsabile della fotografia digitale per la rivista "e;Creative"e;, mentre
nel 1994 è direttore tecnico di "e;Geotec"e;, rivista di architettura e tecnologie
per l'edilizia.



Intensa e vasta anche
l'attività didattica: su ripresa e regia televisiva (AFIP, 1968); semiologia e
fotografia (Istituto Europeo di Design, Milano, 1977-80); tecniche di ripresa
(corsi Sharp, 1979). Nel 1990, oltre alla collaborazione con la Thomson France
sull'utilizzo del digitale, progetta e conduce il corso di scenografia digitale
per il COR (Centro Operativo Regione Lombardia). Nel 1993 partecipa a Sicof e a
Icographics con il progetto di fotografia virtuale cui lavora da oltre un
decennio e nel 1994 organizza un convegno sulla realtà virtuale a Milano. Nel
1995 cura un ciclo di seminari per la Facoltà di architettura dell'Università
di Milano e dal 1996 tiene corsi di comunicazione e nuove tecnologie per la
Regione Lombardia.



Per il Fondo Sociale
Europeo, tra il 1998 e il 2000, progetta e tiene corsi di archiviazione
multimediale di beni culturali, telelavoro e internet, art direction
multimediale e fotografia digitale. Nel 2008 ha donato alla Cineteca di
Bologna, oggi Fondazione, il suo prezioso archivio, comprendente fotografie,
pubblicazioni e importante materiale tecnico audio, video e fotografico
utilizzato durante tutta la sua attività.