"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


03/12/2012 La poesia di Alejandra Pizarnik. Biblioteca Civica Pordenone.

COMUNE DI PORDENONE BIBLIOTECA CIVICA
giovedì 29 novembre
 
La poesia di Alejandra Pizarnik
(Crocetti editore)
poetessa argentina d'epoca post surrealista
a cura di Mara Donat
 
SALA CONFERENZE - ORE 18.00



 
Alejandra Pizarnik, una delle voci più intense e originali del Novecento argentino, ha suscitato interesse e adesioni appassionate, ma anche vivaci polemiche: forse perché incarna uno spirito libero in tutti i sensi e il concetto di libertà stesso custodisce semi di discordia. Alejandra nasce a Buenos Aires, in Argentina, il 29 aprile del 1936, secondogenita di una famiglia di ebrei russi, studia Lettere e Filosofia e in seguito Pittura con Juan Battle Planas. Vive e sente senza filtri, vulnerabile soprattutto di fronte a se stessa.

Stabilisce rapporti di amicizia con numerosi intellettuali in America e in Europa. Dal 1960 al 1964 risiede a Parigi, dove lavora per la rivista «Cuadernos» e collabora con numerose case editrici.

I principali lavori della Pizarnik risalgono al periodo in cui torna a vivere a Buenos Aires.

Le sue opere testimoniano con efficacia le varianti stilistiche dell'autrice, che raccoglie talvolta in brevissime liriche un'unica metafora che segnala il contrasto tra la spavalderia del mondo esteriore e un'intimità ferita: «Scrivere una poesia – dice Alejandra – è riparare la ferita fondamentale, lo squarcio». Oppure sceglie il poème en prose, o la sentenza, o la pagina di diario. «Parlo come si parla in me. Non la mia voce che si ostina ad assomigliare a una voce umana ma l'altra voce che attesta che non ho smesso di abitare nel bosco».

Questa giovane donna ospita in sé un immenso abisso, come un fiore del male dalle radici piantate nel vuoto. Un vuoto fatto di inquietudine, disagio e consapevolezza che tenta di placare attraverso una passione quasi ossessiva per la lettura e per la scrittura.

Muore a 36 anni per un'overdose di Seconal il 25 settembre del 1972, dopo quattro mesi trascorsi in un ospedale psichiatrico e anni di depressione e di tentativi di suicidio.

La relatrice Mara Donat ha conseguito nel 2010 il dottorato in letterature latinoamericane con "e;Mención Honorífica"e; all'Università Nazionale Autonoma del Messico –UNAM–, dove ha conseguito anche il Master in Letteratura Latinoamericana con "e;Mención Honorífica"e; nel luglio 2006; ha pubblicato recentemente in Messico la traduzione di una selezione di poesie di Andrea Zanzotto.