"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


28/02/2015 Loretta Cappanera, mostra a Pordenone dal 7 marzo

COMUNE DI PORDENONE
BIBLIOTECA CIVICA

 
MOSTRA
LORETTA CAPPANERA
BIBLIOTECA, MEMORIA DEI SEGNI
 
presentazione di Francesca Agostinelli
sabato 7 marzo
sala esposizioni - ore 18.00
 

PRESENTAZIONE CATALOGO DELLA MOSTRA
testi di ...Fiorani e Francesca Agostinelli
letture poetiche di Giacomo Vit e Andrea Zuccolo
 
sabato 7 marzo
sala esposizioni - ore 18.00
 
Il giorno 7 marzo alle ore 18.00, s'inaugura presso la Biblioteca Civica di Pordenone la mostra personale dell'artista udinese Loretta Cappanera. L'azione culturale della Biblioteca Civica di Pordenone, si sviluppa attraverso diversi percorsi.    Uno di questi, riguarda la realizzazione di mostre nelle quali vengono messe in evidenza contaminazioni o libere correlazioni fra arti visive e scrittura. Ciò rappresenta una costante delle esposizioni artistiche proposte in questi anni. Le opere di Loretta Cappanera, sono la testimonianza dello spirito con il quale la Civica intende promuovere l'arte contemporanea. Loretta Cappanera  attraverso mani sapienti sa dare forma  alle idee, comunicando e sorprendendo lo spettatore con i propri libri e dipinti, espressione di un operare colto e raffinato. Scrive nella presentazione, Francesca Agostinelli: Loretta Cappanera è "e;artista di libro"e;, figura cioè che vive la propria dimensione artistica nel rapporto vissuto con la parola, la scrittura ma anche con il libro quale oggetto, che re-interpreta e crea, progetta, costruisce. Va da sé che un ciclo di opere dedicate alla biblioteca assuma all'interno della sua ricerca connotazione di particolare valore e significato. Cappanera in questo recente insieme ha operato una riflessione sul luogo del libro per eccellenza, la biblioteca, quale strumento di conservazione della memoria e veicolo di trasmissione e attualizzazione delle permanenze. Per questo la sua l'attenzione è andata oltre la dimensione fisicamente riferibile al libro, per concentrarsi sulle persistenze cha stanno più largamente a fondamento della nostra civiltà. L'artista riferisce questo suo lavoro a un'origine individuabile nell'antica Grecia, coniugando la dimensione intellettuale dell'approccio all'incontro diretto con il mondo greco e al carico emotivo che l'esperienza della scoperta comporta. (…)       Rammemorazioni nelle trame del tempo, è il testo di Eleonora Fiorani per il catalogo della mostra nel quale scrive: Segni di esistenza così Loretta Cappanera intitola un ciclo di opere in cui "e;dipinge"e; con la ruggine imprimendo impronte lasciate dalla ruggine del ferro, prodotta artigianalmente, su tessuti di lino, canapa, cotone, a cui si aggiungono nelle Anfore, nelle Korai, nelle Mappe  garza e seta. Le sue tele sono infatti i tessuti, il suo pennello è il colore che si sprigiona dal ferro a contatto con l'acqua e con il sale. Lasciare tracce, che il corpo e la mente compiono con punti e linee o asticciole che si susseguono ordinate e sparse segmentando la superficie del tessuto in orizzontale e verticale, non riguarda solo noi ma le cose e gli altri esseri, il che rende le cose e i luoghi  viventi e parlanti. Quando, infatti, un elemento viene ripetuto le linee e le strutture, che ne sorgono, creano un ritmo interno alla composizione che le anima. (…)I tessuti stessi non sono corpi inerti della contemplazione disinteressata o dell'uso ma corpi viventi, in grado di sprigionare al tatto e alla vista un'energia che ci attrae, ci incanta o ci turba. E ugualmente ciò avviene con il gioco di tonalità dei loro colori. A loro volta anche le forme sono portatrici di linee di tensione. (…)  Così l'azzurro, che appare nelle Anfore e nelle Mappe, intenso e accecante, luminoso  come il colore dei mari mediterranei, diventa trama connettiva degli bruni rossicci, sensuosi e carnali delle terre e delle impronte impresse dalla ruggine, entrambi colori-significato che evocano il primo stupore di fronte alla terra e quello di fronte agli oggetti umili perché è in essi che si ordinano tutti i pensieri più segreti e solitari e perché è in essi che la vita ritrova il suo canto e la sue radici.(…)