"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


22/03/2013 Margherita Hack e Pierluigi Di Piazza. Dialogo, 19 marzo ore 18:00 Udine Palamostre

IO CREDO. Dialogo tra un'atea e un prete
Prossima presentazione martedì 19 marzo ore 18.00 Palamostre (UD) con Furio Honsell.




DIALOGO tra una scienziata atea e un prete laico fuori da ogni schema. Non stupisce che Io credo, il libro che raccoglie una settimana intera delle loro fertili conversazioni, uscito qualche settimana fa per Nuovadimensione, sia diventato in breve tempo un piccolo caso editoriale grazie soprattutto al passaparola.

Lei è Margherita Hack, astrofisica di fama internazionale e autrice di innumerevoli saggi, lui è don Pierluigi Di Piazza, noto come "il prete dell'accoglienza" e fondatore del Centro Balducci a Zugliano, nei pressi di Udine.

Legati da stima reciproca di vecchia data, la scienziata che ha da poco compiuto i novant'anni e il prete di frontiera schierato dalla parte dei deboli, parlano tra loro e si confrontano  su concetti universali come  la vita, la morte, l'amore, la morale, la religione, la sessualità. Ma anche sulle attitudini e azioni umane che determinano l'esistenza quotidiana: il male di vivere, il coraggio, la politica, le passioni, le questioni ambientali e sociali, il lavoro e la giustizia. E il loro punto di vista, diverso per impostazione e convinzione, espresso con chiarezza nel rispetto reciproco senza pregiudizi o gabbie ideologiche, arriva a volte perfino a incontrarsi, grazie a valori come etica, intelligenza e coerenza.

Sintonia che si coglie già all'inizio del libro, con la contrapposizione tra scienza e fede, connotazioni di base dei due interlocutori, solo in apparenza del tutto divergente. Margherita sottolinea tra l'altro che, per lei, "scienza, etica e società sono profondamente unite e inscindibili". E che, se la scienza spiega senz'altro "come è fatto l'universo, non spiega invece perché esiste l'universo". Mentre Don Pierluigi Di Piazza insiste sulla presenza di Dio, "vera e misteriosa". Ma azzarda che si può certo considerare anche un universo "inedito", con la progressiva scoperta di dimensioni ancora sconosciute. Che, insomma, si può immaginare "un'evoluzione positiva che va verso Dio, e non in contrasto con lui."

Ma discutono anche di temi sociali e di vita reale Hack e Di Piazza: di degrado della politica, di modi di essere, di lavoro e d'ambiente e il risultato è un dialogo che costringe la mente a una sana forma di ginnastica intellettuale, e che invita a riflettere e pensare. Io credo apre nuovi orizzonti e, soprattutto, veicola il messaggio che confrontarsi è sempre utile: a tentare di comprendere meglio il mondo che ci circonda e i misteri che lo popolano.