"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


26/03/2007 OMAGGIO A ELFRIEDE JELINEK

OMAGGIO A ELFRIEDE JELINEK
Teatro Miela, lunedì 19 marzo, ore 20.30


Elfriede Jelinek, premio Nobel per la Letteratura 2004, viennese, nata da padre ebreo di origine slava e da madre austriaca, ha perduto nei campi di concentramento 49 parenti. Diplomata al conservatorio in pianoforte, studio a cui fu indirizzata dalla madre, sceglierà, dopo alcuni concerti, di dedicarsi alla scrittura per restituire senso e valore alla parola della memoria paterna.
Tra le sue opere letterarie tradotte in italiano: Le amanti (1975), La pianista (1983), La voglia (1989), Voracità (2000).

La serata dedicata ad Elfriede Jelinek comprende lo spettacolo

NUVOLE. CASA
Traduzione: Luigi Reitani
Immagini: Tommasina Squadrito
Violoncello: Giovanna Famulari
Drammaturgia, interpretazione e regia: Maria Inversi
Il testo Nuvole. Casa è stato pensato dalla Jelinek come monologo dove una donna, al centro del palcoscenico, sferruzza ascoltando il testo da una radio e chiedendo dunque, al pubblico, grande ascolto. In esso si affronta il tema della memoria dei popoli in cui i concetti di razza, razzismo e Patria sottolineano la difficoltà dell'accoglienza dello straniero e dell'altro da sé, unitamente al bisogno di ogni essere umano di rispondere alle domande: chi sono? chi siamo? dove andiamo? siamo estranei a noi stessi? Insieme calpestiamo il suolo nella terra dove l'uomo ha creato confini ideologici, teologici e allontanandosi da ciò che può condurlo alla ricerca della sua spiritualità al di là di ogni religione e appartenenza geografica.
Nuvole.Casa è considerato un testo giovanile, con un'idea di scrittura ancora acerba, la Jelinek maturerà e fisserà poi il suo stile negli anni a venire e fino al premio Nobel. Il testo non è mai stato rappresentato in Italia.
La regia ha così chiamato la triestina Giovanna Famulari, violoncellista e Tommasina Squadrito, artista visiva a reinterpretare la parola della Jelinek. Il testo costruito a tappe con spazi bianchi ha sollecitato la regia a comporre una riscrittura che oltre all'ascolto chiedesse allo spettatore l'attenzione dello sguardo con il desiderio di prendere per mano i diversi pubblici e restituire loro la personale capacità di leggere e riscriversi. Ogni nostro passo sul suolo-terra segna il tempo e ciò che saremo con la storia che ci hanno gettato sulle spalle e quella che vorremmo amare.

A seguire:

CONVERSAZIONE CON ELFRIEDE JELINEK
a cura della prof. Renata Caruzzi (Università di Trieste).
Durata 40'. Riprese e montaggio video: Antonio Giacomin
voce oversound Sandra Cosatto
Produzione: SIL, Società Italiana delle Letterate.

Nella conversazione, la Jelinek affronta tematiche sul mondo contemporaneo politico (citerà anche l'ex presidente Waldedheim), sociale, letterario.
Ella risponde con profonda sincerità e onestà intellettuale a questioni che afferiscono all'essere donna nella nostra società, come il turismo divenga metafora dell'immigrazione, cosa intende per confine nella letteratura e nelle relazioni sociali e umane. Decostruisce miti contemporanei (televisione) con ironia e sarcasmo, demistifica i media e i consumi. Ci racconta inoltre come lavora con l'intertestualità servendosi di tutti i linguaggi di comunicazione contemporanea (ad esempio la soap opera per scrivere Le amanti) e come la sua letteratura rappresenti casi estremi. Affronta il tema della differenza tra scrittura femminile e maschile ed i suoi confini. Ci inoltra nella difficoltà delle relazioni che dal dopoguerra vivono forme di violenza nelle relazioni familiari e interpersonali. Ci racconta inoltre la collaborazione offerta a giovani registi di teatro che ama definire coautori.

La serata è in collaborazione con

Bonawentura, Associazione culturale Spaesati, Cooperativa Sociale Cassiopea,
S.I.L. Società Italiana delle Letterate di Trieste, Amatissime Gruppo di lettura della Bottega del Mondo Senza Confini Brez Meja e Università di Trieste
Ingresso: ¤ 5,00
ogni spettatrice potrà usufruire di un accredito di cortesia (¤ 1,00) per il suo compagno o compagna.