"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


20/11/2012 PASOLIni e il FRIULI. Convegno a Casarsa



Centro Studi Pier Paolo Pasolini
/ Casarsa della Delizia







 PASOLINI E IL FRIULI



immagini e parole







con il contributo di



Regione Autonoma Friuli Venezia
Giulia



Provincia di Pordenone



Città di Casarsa della Delizia



 



con l'adesione di



Università degli Studi di Udine



Corso di Laurea in Lingue e
letterature moderne



 



Università degli Studi di Bologna



Dipartimento delle Arti – CIMES
Centr di Musica e Spettacolo



 



Società Filologica Friulana



 



 



con il sostegno di



FriulAdria Crédit Agricole



 



 



venerdì 16 novembre /
sabato 17 novembre  2012



 



 





Convegno di studi





 



PASOLINI    IL FRIULI    LA POESIA



 



a cura di



Giampaolo Borghello, Angela Felice e Gian Paolo Gri



 



 



L'esordio di Poesie a
Casarsa
di Pier Paolo
Pasolini irrompe sulla scena letteraria del 1942 con la perentorietà
dell'eccezione creatrice. Il libriccino conteneva appena 13 testi, preludenti
al dialogo in versi tra Figlio e Madre La domenica uliva
, ma subito si lasciava alle spalle ogni
ipoteca bozzettistica di corrività vernacolare o falsamente popolareggiante e
inaugurava un canto nuovo di raffinata sperimentazione, al crocevia tra
un'acuminata sensibilità d'autore e il filtro di una preziosa cultura poetica,
intrisa di echi ermetici e simbolisti. D'eccezione era poi l'intuizione del
dialetto come linguaggio naturalmente poetico, "e;lingua pura per poesia"e; e
tensione alla "e;melodia infinita"e;. E dunque adatto era il casarsese, idioma di
periferia  letterariamente vergine,
perché privo di tradizione scritta, e inoltre, in quanto idioma di eco materna,
saturo anche di implicazioni viscerali e affettive. In quel codice Pasolini
calò la sua Provenza romanza e sentimentale, facendovi convergere la squisita
mitografia di un sé Narciso, precocemente scisso dalle antinomie inconciliate
tra amore e morte e tra innocenza e peccato, e poi sempre più, con il
progredire e l'ampliarsi di quel félibrige
coagulato anche intorno all'"e;Academiuta"e;,
vi espresse l'altro da sé, l'epos della realtà popolare, cristiana e contadina,
impigliata nei riti di un'arcaica atemporalità.



Con quella operazione, e
con le sue complesse diramazioni interne, 
Pasolini fornì un geniale esempio di sublimazione a significatività
universale del particolare locale, colto nella microarea marginale di una piccola
isola linguistica, e introdusse una sintesi poetica che poi connotò il fenomeno
vistoso della poesia in dialetto del secondo Novecento, nelle varie regioni
d'Italia come nella stessa esperienza degli autori friulani, coevi o successivi
al cantore di Casarsa. Fu un'influenza decisiva e imprescindibile su cui i
lavori di questo convegno intendono particolarmente gettare fasci di luce
interpretativa, rileggendo l'apprendistato poetico pasoliniano secondo
aggiornati punti di vista linguistico-letterari e insieme ricostruendo la mappa
dei rapporti, delle intersezioni e del dibattito anche teorico che la poesia
friulana di Pasolini ha saputo riverberare intorno a sé. Ciò non solo con le
espressioni liriche giovanili, ma anche con l'antilirico rovesciamento, spinto
fino alla ritrattazione e all'abiura, con cui nel 1974 il Pasolini corsaro
degli anni settanta, quasi postumo a se stesso, riscrisse in nero  e come "e;Seconda forma"e; parte del
canzoniere del 1954 La meglio gioventù
.  All'idillio
giovanile di una mitizzata patria d'elezione sentimentale e linguistica si
contrapponevano allora i resti frantumati del mito perduto, sfregiato
dall'orrore edonistico del neocapitalismo.  Ed è sintomatico che, per la metafora di questa tragedia
personale e cosmica, il poeta facesse ricorso per l'ultima volta al suo  friulano, ricorrente suono carsico
della memoria e cartina di tornasole, un tempo fonte di suoni da origine del
mondo e ora idioma spento di un Friuli funereo e definitivamente profanato.



 



 



 



venerdì 16 novembre, ore 15 – Teatro Pasolini
/Casarsa



 



Introduzione



Franco
Brevini
(Università di Bergamo)



La poesia dialettale: un
caso letterario del Novecento



 



Tavola
rotonda: Pasolini poeta friulano 



 



Anna
Bogaro
(Università di Udine)



Pasolini,
l'"e;Academiuta"e; e la fine della letteratura "e;dialettale"e; friulana



 



Roberta
Cortella
(Roma)



I percorsi
romanzi del giovane Pasolini



 



Nicola
De Cilia
(Treviso)



Bisogna essere
assolutamente moderni?



Il tempo del mito e il
tempo della storia in Poesie a Casarsa



 



Lisa
Gasparotto
(Università di Udine)



Prospezione sull' Italiano
è ladro
di Pier Paolo
Pasolini



 



 Elvio
Guagnini
  (Università di Trieste)



Declinazioni,
accezioni e sfumature della "e;lingua della poesia"e;.



Pasolini
lettore di  Giotti e di Marin



 



Maura
Locantore
(Università di Potenza)



Luigi
Ciceri: editore del Pasolini friulano



 



Pasquale
Voza
(Università di Bari )



Dalla
"meglio" alla "nuova gioventù": dall'eden friulano alla
«crisi cosmica»



 



Testimonianze



Franco Loi e Nico
Naldini
 



 



modera
Gian Paolo Gri
(Università di Udine)



sabato 17 novembre, ore 9.30 – Teatro Pasolini /
Casarsa



 



Introduzione



Giampaolo
Borghello
(Università di Udine)



La linea Pascoli-Pasolini



 



Tavola
rotonda: Una mappa poetica dialettale



 



Umberto
Alberini
  (Udine)



Una
"voce dalle sorgive della psiche". Amedeo Giacomini.



Tra
genius loci
e rusticitas, poesia e paesaggio



 



Marco
A. Bazzocchi
(Università di Bologna)



Pasolini (Pascoli) e le
lingue minori d'area romagnola



 



Aldo
Colonnello
(Circolo Menocchio, Montereale Valcellina)



Le  parole per dirsi.
La scelta di scrivere poesia nel 'friulano di casa':



Novella
Cantarutti             (Navarons
di Meduno), Ida Vallerugo (Meduno), Federico Tavan (Andreis), Rosanna             Paroni
Bertoja (Montereale), Antonio De Biasio (Montereale-Castelu),



Beno
Fignon (Montereale, Andreis)



 



Cesare
De Michelis
(Università di Padova)



Pasolini lettore di Zanzotto e Zanzotto
lettore di Pasolini



 



Piera
Rizzolatti
(Università di Udine)



Enrica
Cragnolini allieva di Pasolini 



 



Gianfranco
Scialino
(Udine)



La faglia Pasolini
nella poesia del Novecento in Friuli
  



 



Eredità



Pierluigi
Cappello
e Gian Mario Villalta



 



modera
Angela Felice
(Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa)



 



Stefano Casi, Angela
Felice, Gerardo Guccini



Pasolini e il teatro (Quaderni del Centro Studi Pier Paolo
Pasolini, ed. Marsilio, 2012)



presentazione in collaborazione con CIMES-Dipartimento delle Arti
/ Università degli Studi di Bologna



 



 





Eventi collaterali





 



Mostra /vernice



venerdì 16 novembre, ore 19.30 – Casa Colussi /
Casarsa



 



La
perduta gioventù



fotografie
di Danilo De Marco



allestimento
Ferruccio Montanari con Jessica Etro



 



Un
montaggio di immagini per mettere a nudo quella sorta di equivocità che esiste
nell'atto di fotografare. Non una visione rapida e neppure, attraverso un'
edulcorata espressione del volto, una specie di accomodante umanità del
momento, ma, dopo un lungo silenzioso dialogo, dopo una lunga posa ai limiti
della stanchezza, le immagini fotografiche di una natura profanata. A voi
leggere questo montaggio fotografico che ora è il nostro "e;adesso"e; e che ha
sicuramente tempi e forme diverse da quelle del passato e da quello che io
stesso pensavo di cercare-trovare.                         
                                                             Danilo De Marco



Reading



venerdì 16 novembre, ore 21.30 – Teatro Pasolini
/Casarsa



 



Lengàs
dai frus di sera



le
poesie friulane di Pier Paolo Pasolini



 



con
Aida Talliente
e Renato Rinaldi



intervento
musicale bandoneòn 
Daniele Dibonaventura



regia
Andrea Collavino



 



Sezione tra le più emozionanti della raccolta di
poesie La meglio gioventù
, scritta tra il 1944 e il 1949 e poi rivista nella
sua "e;nuova forma"e; nel 1974, 
Lengàs dai frus di sera (Linguaggio dei fanciulli di sera) racchiude tutti
i temi cari al giovane poeta di Casarsa, che cercava nel friulano la purezza di
una lingua assoluta e mitica, sottratta al tempo corrosivo della storia:
l'inquietante figura di Narciso, il varco aperto con il mondo dei morti, il
paesaggio come epifania del divino. Prima a Mittelfest 2012.