"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


03/12/2012 'Italianesi' ' per AKRÓPOLIS, Percorsi di Teatro Civile. Teatro Club Udine.

TEATRO CLUB UDINE
 presenta
 AKRÓPOLIS.13 – PERCORSI DI TEATRO CIVILE
 
mercoledì 28 novembre 2012, ore 21
Teatro Palamostre – Udine
 
ITALIANESI
  di e con Saverio La Ruina
produzione Scena Verticale



 Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche tempo fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l'avvento del regime dittatoriale e lì sono costretti a vivere in un clima di terrore e a essere oggetto di periodiche persecuzioni. Con l'accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte di essi viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono invece trattenuti e internati in campi di prigionia con la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant'anni, dimenticati.
Succede questo a Tonino, il personaggio del nuovo acclamato monologo del calabrese Saverio La Ruina, più volte premio Ubu, uno degli attori-autori più bravi della scena contemporanea, artefice di un teatro diretto, coinvolgente e impegnato. Tonino nasce nel 1951 e vive quarant'anni nel mito del padre e dell'Italia che raggiunge finalmente nel 1991, quando cade la dittatura in Albania. Parla bene l'italiano, anche se in Italia non c'è mai stato. Ha imparato quella lingua dal vecchio sarto del campo di concentramento, che gli ha insegnato anche il suo mestiere. Vive nell'attesa di volare in Italia per raggiungere il padre mai conosciuto. Sogna aerei, città d'arte e musica. Finirà come i 365 che, riconosciuti profughi dallo Stato italiano, effettivamente arrivarono nel belpaese. Italianesi, cioè, convinti di essere accolti come eroi e invece per paradosso condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia. Storie vere e dimenticate, su cui ora è il teatro a gettare un fascio di luce e di risarcimento.
 
 
Il sole 24 ore | Renato Palazzi | 12.02.2012 Grande, grandissimo Saverio La Ruina, un condensato di bravura e di alto senso poetico, capace di condurre passo passo lo spettatore – per accenni, per piccoli gesti – dentro l'anima di un personaggio, come forse solo Eduardo e pochi altri hanno saputo fare. Eccezionale.
Corriere della Sera | Magda Poli | 19.09.2012 […] l'ultimo struggente spettacolo di uno straordinario Saverio La Ruina […]
la Repubblica | Anna Bandettini | 04.12.2011 […] bello e commovente […] una grande recitazione che eleva il racconto a una dimensione fortemente simbolica. Che è quello che lo rende speciale.  (da non mancare)                                                                                               
la Repubblica.it - Post Teatro | Anna Bandettini | 02.02.2012 Non perdete Italianesi […] La storia è commovente, dolente, bella[…] Un'autentica forza.
il Manifesto | Gianfranco Capitta | 04.12.2011 Una storia molto bella e robusta, scritta molto bene. E Saverio La Ruina è un raccontatore fantastico, discreto ma ineludibile con i suoi affondi […]
Myword.it | Maria Grazia Gregori | 02.02.2012  Un testo sorprendente e l'interpretazione magistrale di Saverio La Ruina rendono questa narrazione imperdibile. Vedere Saverio La Ruina in scena non solo è un'emozione, non solo ci commuove, ma fa nascere  nello spettatore  la sensazione di trovarsi di fronte a un modo di fare teatro del tutto  necessario. […] una bravura addirittura mostruosa […] un'interpretazione formidabile.   Da non perdere. 
il Mattino | Enrico Fiore | 28.01.2012  La splendida sostanza drammaturgica […] la poesia dello spettacolo […] Eccellente, infine, anche la prova che La Ruina fornisce come attore. Uno spettacolo da non perdere.
Avvenire | Domenico Rigotti | 02.12.2012 […] straordinario affabulatore […] Struggente, toccante […] a colpire è soprattutto la sensibilità teatrale con cui questo straordinario attore la porge allo spettatore […] una partitura millimetrica, un incantevole e malinconico "e;lieder"e; di emozioni e sfumature che non ci lascia indifferenti.
l'Unità | Rossella Battisti | 21.12.2011 […] una prova d'attore intensa e dolente. […]
Libero| Carlo Maria Pensa | 09.02.2012 […] un dramma irresistibile.

Biglietteria Teatro Palamostre : 0432.506925  (mar – sab 17,30 – 19,30)
biglietti in vendita anche on line sul circuito Vivaticket.
Info Teatro Club Udine 0432.507953 – www.teatroclubudine.it   mail to : info@teatroclubudine.it