"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


09/02/2013 'LavoroWorkVore'. Mostra d'Arte sulla fine del Lavoro. Buttrio 2 marzo.

lavoro
work

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Sabato  2 marzo
dalle ore 19.00 in Villa di Toppo Florio, via Morpurgo 6 a Buttrio
(Ud) Barbara
Potocco Assessore alla Cultura e Tiziano Venturini Sindaco di Buttrio
inaugureranno per il progetto Spac ( spazi pubblici arte contemporanea) la
mostra di arti visive "LavoroWorkVore" a cura di Paolo Toffolutti con
opere di: Natacha Anderes, Paola Angelini, Niko Angiuli, Luca Armigero, Lucia
Barbagallo, Neil Barbisan, Dario Bellini, Enrico Bernardis, Stefano Bettini,
Stefano Cagol, Gianluca Codeghini, Michelangelo Consani, Andrea Contin, Leone
Contini, Sabina Damiani, Iva Kontic, Ugo La Pietra,  Juan Pablo Macias, Gianluca
Marinelli, Sandro Mele, Maurizio Mercuri,
Pierpaolo Mittica, Francesco Montenero, Tadej Pogacar, Fabio Sandri, Marco
Secondin, Iacopo Seri, Eddie Spanier, Studio 203, Vedi Tu, Pleurad Xhafa,
Sebastiano Zanetti. L'inaugurazione sarà preceduta alle 18.00 dagli interventi
di Gianpaolo Roccasalva Fiom/Cgil Fvg, Matteo Gaddi  Prc Mantova, Derna Del Stabile e Diego Travan Interna Group,
oltre che degli artisti presenti all'inaugurazione
. Seguirà alle ore 20.00
rinfresco.



"LavoroWorkVore" nodi che vengono al pettine
porta il pubblico ad una riflessione sul presente ed il recente passato di
lotte, conquiste, fallimenti, crisi e nuove speranze per  generazioni a cui così come viene
prospettato sarà vietato lavorare. 
Collages, installazioni, foto, video, oggetti, azioni sul mondo del
lavoro, un lavoro che oggi sempre più tende a scomparire, vuoi prima con
l'automazione dei processi produttivi, successivamente con l'informatizzazione
dell'home-work, ora con la definitiva prossima cassa integrazione, mobilità e
licenziamento. Artisti di più generazioni, provenienti dalla Spagna, Gran
Bretagna, Serbia, Messico, Italia, Canada, Slovenia, Albania, Germania per un
contributo in termini di presa di coscienza e di riflessione sulla annunciata
morte e fine del lavoro. Così come del lavoro nella società; anche nel suo
immaginario, nel tempo e progressivamente, si è assistito alla sparizione o
rielaborazione dell'immagine dell'umanità al lavoro sempre più con la
delocalizzazione, precarizzazione, finanziarizzazione vanno scomparendo il
soggetto del lavoro e la produzione di utile attraverso il lavoro. Poche sono
le immagini che la storia dell'arte ci restituisce con l'uomo/donna al lavoro.
Principalmente immagini da regimi totalitari e dittatoriali, immagini di
propaganda, impiegate sulle masse per esaltare la produttività dell'attività
lavorativa, per monumentalizzare ed allo stesso tempo sacralizzare in un rito
collettivo la produzione di massa di beni finalizzati all'accumulo della
ricchezza. 130 opere in mostra prodotte negli ultimi 5  anni da una generazione di artisti di
mezzo impegnata a  fare i conti con
emergenze politico-sociali. La parabola del lavoro in Italia dal bum economico
ad oggi  vista attraverso il suo
immaginario elaborato e criticato da artisti, critici, riviste, collettivi,
trasmissioni televisive, film, che si sono approssimate ai gruppi della neo
avanguardia, della neo concettualità fino all'arte relazionale costituisce un
panorama di punti di vista d'insieme che difficilmente si riescono a
relazionare.



 



Ideazione, produzione e realizzazione del progetto sono ad opera di
neo associazione culturale di Udine e rese possibili dai contributi della
Regione FVG Assessorato alla Cultura Sport,  dal Comune di Buttrio Assessorato alla Cultura, e con la
collaborazione della Proloco Buri, da Le Generali Assicurazioni, Interna, Lis
Neris, Associazione Artesello, Galleria Artra, Galleria Michela Rizzo, Galleria
Arte Ricambi, Associazione Modo, Associazione Culturale Lander, Libreria
Antiquaria Martincigh. Orari d'apertura dal 2 al 31 marzo, sabato ore 16.00
19.00 domenica 11.0013.00 / 16.0019.00. Ingresso libero,
catalogo in mostra con testi di: 
Derna Del Stabile, Chiara Di Stefano, Rachele D'Osualdo, Ambra Franzil,
Veronica Fratter, Matteo Gaddi, Alice Ginaldi,  Michela Lupieri, Laura Pizzini, Gianpaolo Roccasalva, Paolo
Toffolutti, Diego Travan.