"Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno."
Marcel Proust


09/02/2013 ...verso l'Arte del Silenzio. Incontri lettura Pordenone Biblioteca

Sguardo - guardo - ardo
verso l'Arte del Silenzio
 
Incontri - lettura
 
I Incontro: "e; Il paese fertile - Paul Klee e la musica"e; di Pierre Boulez 8 gennaio
 
II Incontro: "e;La camera chiara - Nota sulla fotografia"e; di Roland Barthes 15 gennaio
 
III Incontro: "e;Chardin"e; di Pierre Rosenberg 22 gennaio
      
 
ore 18.00 - sala conferenze Biblioteca Civica - PORDENONE

 
E'attraverso la scomposizione della parola Sguardo, che si giunge al significato ultimo del titolo di questo percorso: verso l'Arte del Silenzio, come a seguire un parallelismo bachiano insito ne L'Arte della Fuga, che è la ricerca dell'Assoluto.
Lo sguardo si apre a diverse possibilità, o forse a nessuna, l'occhio, il cervello, partecipano, o meno, e ardono, muovendosi alle passioni che sedimentano e maturano nel riguardante la cognizione del Silenzio, come arte della consapevolezza e dell'accettazione.
Nei tre incontri-lettura proposti si dipanano itinerari aperti, autori che scrivono di autori, siano essi pittori, musicisti o fotografi, creatori di luoghi del Sentire; i loro sguardi come viatico al Silenzio.
Ad aprire, il testo: "e;Il paese fertile - Paul Klee e la musica"e; scritto da Pierre Boulez, eminente direttore d'orchestra e compositore francese in omaggio all'arte di Paul Klee, grande pittore e fine musicista tedesco. Una riflessione che parte dalla lezione che quest'ultimo sviluppa al Bauhaus tra Weimar e Dessau negli anni Venti del Novecento, su ritmo, spazio musicale e pittorico. Questo primo sguardo si apre e partecipa al miracolo fra due sensibilità artistiche irripetibili.
E' la loro osmosi ad aprire l'ingresso all'Arte del Silenzio.
Con "e;La camera chiara"e; di Roland Barthes lo sguardo rinnova la sua attenzione attraverso l'analisi compiuta dall'autore attorno alla Fotografia. Una ricerca nella percezione del dato biografico e autobiografico penetrando l'immagine fissata nello scatto.
Fotografia come medium bizzarro, falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo. Qui lo sguardo percorre itinerari proustiani, nella partecipazione affettiva al sentimento della visione come ricerca di un tempo trascorso dunque perduto.
Alla pittura del Silenzio è dedicata l'ultima tappa di questo viaggio, e all'autore che per sua natura è legato alla sospensione del tempo nello sguardo e alla fusione straordinaria tra verità e artificio, a Jean-Baptiste Siméon Chardin maestro indiscusso della pittura francese del XVIII Secolo a cui Pierre Rosenberg rivolge l'attenzione nel suo saggio dal titolo: "e;Chardin"e; appunto. Una ricerca nell'unicità timbrica del dato pittorico che è emblema di un uomo dedito all'osservazione delle cose oltre le cose.
La sua Arte è tutta giocata sul tempo d'attenzione di chi guarda le sue opere, attenzione che si attarda a scoprire, aldilà delle apparenze, l'insondabile che alberga nel mondo.
Come una sottilissima ragnatela la cui tessitura si espande nell'aria, il viaggio che dallo sguardo porta al silenzio e a ritroso lo ripercorre rievoca simbolicamente lo sfaldarsi dell'ultimo respiro armonico che Mahler, consapevole della sua uscita dal mondo, imprime al Canto strumentale d'Addio alla Vita nell'Adagio finale che chiude la sua Nona Sinfonia.